L’energia delle maree: il caso del Portogallo

Posted on 13 marzo 2012

Il paese che da secoli dialoga con l'oceano ha trovato un modo nuovo di sfruttare la sua forzaTra le energie rinnovabili che si stanno facendo strada negli ultimi anni, l’energia mareomotrice rappresenta una delle più alternative. Si tratta di una fonte di energia che è ricavata direttamente dalle onde del mare e, in particolare, dal movimento delle acque che si realizza durante le maree.

L’energia mareomotrice: tecniche e vantaggi

Durante una marea, infatti, si registra un movimento del mare che produce un dislivello dell’acqua che – in genere – si aggira intorno al metro di profondità. Tuttavia, esistono alcune zone nel mondo il cui il dislivello causato dalla bassa o dall’alta marea può essere superiore al metro ed arrivare anche a dieci se non addirittura a venti metri di profondità. Proprio in queste zone, infatti, è nata la necessità di sfruttare questa grande energia che si produce durante le maree. In realtà, l’idea di produrre energia dalle maree è molto antica. In passato, infatti, i movimenti delle onde causati dalle maree pure erano utilizzati per produrre energia attraverso meccanismi un po’ rudimentali. L’acqua che si accumulava durante il dislivello prodotta dalle maree veniva accumulata in una sorta di contenitore gigante e poi incanalata lungo un indotto che portava fino alle ruote dei mulini che, in questo modo, giravano grazie all’energia dell’acqua del mare. La tecnica di sfruttare l’energia delle maree accumulando l’acqua all’interno di grosse conche viene utilizzata ancora oggi, seppur con tecnologie ed impianti moderni. Tuttavia, esistono almeno quattro modi diversi per sfruttare l’energia delle maree. Il primo è riconducibile proprio alle tecniche antiche di accumulo dell’acqua e incanalamento attraverso delle turbine; il secondo, invece, produce energia attraverso pale installate in acqua; il terzo, poi, la produce attraverso una tecnica di compressione e il quarto, infine, attraverso lo sfruttamento della forza di gravità mediante la pressione esercitata da un peso.

L’esperienza portoghese nel campo dell’energia mareomotrice

Una delle centrali mareomotrici più importanti d’Europa si trova in Portogallo. In realtà, in Portogallo esistono diversi impianti che si occupano di sfruttare l’energia delle maree anche utilizzando tecniche diverse. Ad Acucadora, ad esempio, è stato installato un impianto che riesce a sfruttare l’energia delle onde fornendo elettricità ad oltre cinquecento case. Questo impianto è stato creato con enormi tubolari che servono ad incanalare l’acqua delle maree e a sfruttare la loro potenza. Questi tubolari sono lunghi quasi centocinquanta metri e hanno un diametro di circa tre metri. L’impianto iniziale è costato circa nove milioni di euro ma, considerati gli eccellenti risultati che questo progetto rende in termini di risparmio e di rispetto dell’ambiente, il governo del Portogallo ha varato una serie di decreti finalizzati ad incentivare questa forma di energia alternativa. Per questo motivi, i costi di questa energia sono bassi e sono molto più competitivi anche rispetto all’energia fotovoltaica. Nella zona di Acucadora, visto gli eccellenti risultati ottenuti, sono previsti altri investimenti finalizzati a portare energia elettrica ad altre quindicimila case. I successi raggiunti dal Portogallo in materia di energia mareomotrice hanno attirato l’attenzione di altri paesi europei ed extra-europei che hanno stanziato milioni e milioni di euro per promuovere quest’energia.

Foto: Rulan – FotoliaSimilar Posts:

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